Maurice Chehab

Proveniente da una delle grandi famiglie libanesi che diedero, a quello che sarebbe diventato il Libano, molti dei suoi leader, l’emiro Maurice Chéhab si farà conoscere durante tutta la sua esistenza per il suo servizio alla nazione, un modello di probità e dedizione come noi’ Non so molto oggi.

Nato il 27 dicembre 1904 a Homs, dove era allora in servizio il padre medico, Maurice Chéhab tornò in Libano nel 1920 dove si iscrisse al collegio gesuita di Beirut. Diplomato in Francia nel 1924, è entrato alla Sorbona fino al 1928, poi alle scuole pratiche di Hautes Etudes, all’Istituto Cattolico e al Louvre. Al suo ritorno fu nominato curatore del neonato Museo Nazionale, poi nel 1942 fu nominato Direttore Generale della DGA dal 1962 al 1982.

Durante il suo mandato a capo di questa istituzione, Maurice Chéhab proseguirà prima con le grandi compagnie avviate da Maurice Dunand, durante il Mandato francese con gli scavi di Byblos e Baalbeck, e che rimarranno nella Terra dei Cedri fino all’inizio del guerra civile. Durante i suoi 40 anni di carriera in questi 2 siti, aggiungerà scavi nella maggior parte delle regioni libanesi, in particolare a Saïda, nella Bekaa o persino a Tiro, di cui si occuperà personalmente. Deciderà sul restauro di vari siti tra cui il Palazzo Beiteddine, quello eccezionale nella città omayyade di Aanjar, nonché su interventi critici per salvaguardare le stele di Nahr Kalb minacciate dallo sfondamento dell’autostrada Jounieh a Beirut.

Alla vigilia della guerra civile del 1975, l’emiro Maurice Chéhab prenderà le decisioni talvolta necessarie a rischio della propria vita per salvare le collezioni del Museo Nazionale allora situato sulla linea di demarcazione. Ricorderemo in particolare la struttura in cemento che ricopre l’inestimabile sarcofago del re Ahiram di Biblo o il fatto di aver murato molti manufatti nei sotterranei di questo stabilimento. È così grazie alle sue azioni che le collezioni del Museo Nazionale sfuggiranno al saccheggio e alla distruzione.

Fortunatamente, l’emiro Maurice Chéhab, morto nel 1994, non ha dovuto affrontare la distruzione quasi sistematica di quello che allora era considerato uno dei più grandi siti archeologici del mondo, ovvero il centro di Beirut. Ha quindi affermato, consapevolmente, che vari siti in questo centro città dovrebbero essere nazionalizzati, in particolare l’Ippodromo romano di Beirut, di cui sospettava l’esistenza. Purtroppo questi luoghi furono sacrificati sull’altare di “pochi finanzieri” e delle loro istituzioni che dovevano essere pubbliche ma che si rivelarono private…

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Expert économique, François el Bacha est l'un des membres fondateurs de Libnanews.com. Il a notamment travaillé pour des projets multiples, allant du secteur bancaire aux problèmes socio-économiques et plus spécifiquement en terme de diversité au sein des entreprises.