Il monastero di Kfifan è stato reso famoso oggi ospitando i resti di Santa Hardine e del Beato Estephan Nehmeh. Chiamato appunto Monastero di San Cipriano e Santa Giustina, questo convento appartiene oggi – proprio come quello di Annaya dove riposano le spoglie di San Charbel – all’Ordine Libanese Maronita.

Il nome di Kfifan designerebbe una piccola località. Questa località si trova a circa 450 metri sul livello del mare, nella casa di Batroun, nel nord del Libano.

Il convento stesso risale all’XI secolo, cioè al tempo delle Crociate, ma includerebbe anche alcuni elementi paleocristiani come una colonna che si può ammirare al primo piano.

Inoltre, alcuni rilevano che una parte settentrionale del convento sarebbe infatti costituita dalle fondamenta di una fortezza a tempo indeterminato, per mancanza di scavi recenti. Altri suggeriscono che queste strutture risalgono all’epoca romana e più in particolare a quella dell’imperatore Adriano.
Il monastero sarà, un tempo, anche intorno al XIV e XV secolo, sede del Patriarcato maronita.

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Dopo aver pronunciato i voti solenni nel 1853, san Charbel vi proseguì anche gli studi teologici prima di essere ordinato sacerdote a Bkerké, sede patriarcale maronita, il 23 luglio 1859, per poi entrare nel convento di san Marone ad Annaya.

Oltre alle tombe di Saint Hardine e del Beato Estephan Nehme situate nel seminterrato, il monastero ha anche un museo al primo piano dove sono rappresentate scene di vita monastica così come la potevano vivere i monaci nel XIX secolo.

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Nimatullah Kassab Al-Hardini

Nimatullah Kassab Al-Hardini. Fonte immagine: Wikipedia.org

Nimatullah Kassab Al-Hardini è un santo libanese nato nel 1808 ad Hardine nel nord del Libano e morto nel 1858 in una famiglia di 6 figli. Suo padre era Girgis (Georges) Kassab di Hardine e sua madre Mariam Raad di Tannourine, una località situata non lontano. Lo chiameranno Youssef, forma arabizzata di Giuseppe. Ad Hardine, il futuro santo trascorse i suoi primi anni d’infanzia tra i monasteri e gli eremi del suo villaggio, ovvero S. Doumit, S. Giorgio. L’aspetto religioso era già molto presente nella sua famiglia con il nonno materno Youssef Raad già sacerdote del villaggio di Tannourine.

Il villaggio di Hardine, che significa: “pio e devoto”, è noto anche per la particolare devozione dei suoi abitanti. Ha infatti 30 chiese e monasteri.

Con 4 dei suoi fratelli e sorelle, il giovane Youssef si avvicinerà alla vita religiosa.

Nel 1828, allora appena ventenne, il giovane Youssef entra a far parte dell’Ordine Libanese Maronita, dove già era uno dei suoi fratelli, Élisée. Questi ultimi erano già presenti poco lontano, attraverso il monastero che la congregazione allora possedeva a Houb.

Lì riceverà il nome di Nimatullah o “Grazia di Dio”.

Ora chiamato Nimatullah Kassab Al-Hardini, il giovane monaco andrà prima al monastero di Sant’Antonio a Qozhaya, vicino alla valle santa di Qadisha. Vi trascorse i suoi primi 2 anni di noviziato. Sul posto, uno dei suoi compiti sarà quello di esercitarsi nella vita comunitaria e in alcuni lavori manuali come la rilegatura di manoscritti di libri sacri.

Ma è dal numero 14 1830, che il futuro Santo si unirà al monastero di Cyprien e Santa Justine a Kfifan. Lì ricevette corsi di filosofia e teologia e lì perfezionò il suo dono di lavorare sulle legature, mentre lavorava nei campi appartenenti all’ordine.

Saint Hardini si ammalerà. Fu allora che il suo superiore lo tolse dal lavoro nei campi per chiedergli di diventare il sarto della sua comunità religiosa.

Divenuto sacerdote nel 1835, divenne direttore dello scolasticato e professore di teologia morale fino ai suoi ultimi anni. È, non lontano da lì, in un luogo chiamato Bhersaf, che Saint Hardini fonda una scuola chiamata “Scuola sotto la quercia” dove i giovani paesani apprenderanno gratuitamente varie materie, tra cui la lettura e la scrittura.

Mentre il Libano attraverserà i difficili periodi delle guerre civili del 1840 e del 1845, con le sue tante distruzioni e violenze soprattutto nei confronti della comunità cristiana, Nimatullah Kassab Al-Hardini si rivelerà in particolare con il suo motto:

“Il saggio è colui che salva la sua anima”

L'altare della Vergine del monastero di Kfifane.
L’altare della Vergine del monastero di Kfifane.

È in questo contesto travagliato, con la distruzione di molte chiese e monasteri che Nimatullah Kassab Al-Hardini troverà la forza per fondare 16 altari dedicati alla Vergine Maria, compreso quello ai piedi del Monastero di Kfifan.

Fu poi nominato nel 1845 dall’Assistente Generale Vaticano dell’Ordine Libanese Maronita per un primo mandato di 3 anni. È in questa veste che invierà i 7 nuovi monaci al collegio gesuita di Ghazir, appena fondato nel 1843 e che sarà all’origine dell’Università di St Joseph (USJ) dopo il suo trasferimento a Beirut nel 1870.

Questi a loro volta formeranno il loro.

Tra il 1848 e il 1849, Nimatullah Kassab Al-Hardini si incontrerà al monastero di San Marone d’Annaya poi a quello di Houb, vicino al suo villaggio natale.

Il suo mandato come Assistente generale sarà rinnovato nel 1850 per altri 3 anni.

Alla fine di questo secondo mandato, tornò a Kfifan per insegnare teologia morale e poi tornò al suo posto di assistente generale nel 1856 per un terzo mandato. Dovrà poi risiedere presso il monastero di Tamiche mentre proseguirà la sua carriera di insegnante presso il monastero di Kfifan.

Fu in questo periodo che vi fu a Kfifan tra il 1853 e il 1859, tra gli allievi di Saint Hardini, un certo Charbel Makhlouf che sarebbe poi diventato Saint Charbel.

La bara di Saint Hardini a Kfifane.
La bara di Saint Hardini a Kfifane.

Quanto a Saint Hardini, morì il 14 dicembre 1858, in seguito a una polmonite contratta per il freddo.

Insieme a quella di san Charbel e di santa Rafqa, nel 1926 sarà presentata al Papa la causa di beatificazione di san Hardini. Sarà proclamato Venerabile nel 1989, al termine della guerra civile libanese e benedetto nel 1998. Sarà canonizzato da Papa Giovanni Paolo II il 16 maggio 2004.

Le sue spoglie riposano ora in una bara di cedro al convento di Kfifane, in mezzo a coloro che tanto amava.

Beato Estephan Nehmeh

Beato Estephan Nehmeh. Fonte foto: Wikipedia.org

Più recentemente, il 27 giugno 2010, sotto la presidenza del cardinale Nasrallah Sfeir, il monastero di San Cipriano e Santa Giustina è stato sede della cerimonia di beatificazione di un altro monaco dell’Ordine libanese maronita, quello del Beato Estephan Nehme

Nato a Lehfed nella caza di Jbeil, l’8 marzo 1889, battezzato proprio come Nimatullah Kassab Al-Hardini, di nome Youssef, Estephan Nehmé proviene da una famiglia numerosa. I suoi genitori erano Estephan Bou Haykal Nehmeh e Christina El Badawi Khaled

Al suo fianco troverà 3 fratelli e 2 sorelle e molto presto si dedicherà alla preghiera.

Fu all’età di 16 anni, nel 1905, che scelse di entrare nel monastero di Kfifane sotto il nome di Estephan, come suo padre.

Inoltre risiederà per dodici anni nel monastero di Nostra Signora di Mayfouq, altri dieci in quello di Nostra Signora del Soccorso a Jbeil, tre a Saint Antoine de Houb.

Oltre alla preghiera, si dedicherà anche ai lavori manuali, nei campi e come falegname. Sarà nominato capo del campo, ovvero gestore delle terre dei monasteri dove risiederà. La sua vita sarà poi esemplare, soprattutto durante la prima guerra mondiale, quando la popolazione fu gravemente colpita dalla carestia . Allora morirà un terzo degli abitanti del Monte Libano, vale a dire più di 200.000 persone.

I resti di Estephan Nehmé al monastero di Kfifane.
I resti di Estephan Nehmé al monastero di Kfifane.

Il beato Estephan Nehmé morì il 30 agosto 1938 all’età di 49 anni nel monastero di Kfifane, dopo una faticosa missione nel villaggio di Meyfouk.

Fu solo nel 1951, in occasione della sepoltura di un altro monaco, che il suo corpo fu ritrovato intatto. È allora che i suoi resti saranno ora esposti in una bara di vetro presso il Monastero dove risiede.

È anche solo dopo la sua morte che appariranno i miracoli. Alcuni saranno riconosciuti dalla Chiesa cattolica dagli anni ’60.

Nel 2017 papa Benedetto XVI lo dichiarerà venerabile, poi nel 2010 un decreto della Congregazione delle Cause dei Santi, approvato anche da papa Benedetto XVI, riconosce che questi miracoli sono avvenuti per sua intercessione.

Per arrivarci

È possibile accedere al convento tramite la strada che precede direttamente la famosa diga di Madfoun. Lungo il percorso è possibile organizzare una piccola sosta con la visita alla Chiesa di St. Nohra, alla cappella medievale di Notre Dame situata nelle vicinanze e al famoso castello crociato tutto, situato nel comune di Smar Jbeil.

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