Capitale del sud del Libano, Tiro era in origine un’isola, interrata in seguito alla costruzione di una diga da parte di Alessandro Magno per consentirne la presa – fu allora che entrò nel suo periodo ellenico poi romano, di cui si può solo le vestigia. Quanto ai resti fenici, sono più rari, a parte quelli della parte sommersa dal mare non facilmente visitabile e qualche ettaro di muraglia che non siamo riusciti a trovare, ma ciò nonostante la sua storia fenicia merita di soffermarsi su di esso. È infatti una delle più antiche località fenicie; alcuni ritengono che la presenza umana risalga al 2700 aC. Appare nelle turbolente cronache dell’Umanità.

Dopo essere stata successivamente occupata da vari invasori delle nostre coste, egiziani, babilonesi, assiri, persiani ecc…, Tiro conserverà una certa indipendenza, difesa ferocemente peraltro contro ciascuno dei suoi invasori, battendo denaro e arrivando a fondare diversi colonie, tra cui la famosa Cartagine attraverso una lotta fraticida tra il re di Tiro Pigmalione e sua sorella Elissa e chi arriverà al punto di competere e minacciare Roma durante le cosiddette guerre puniche .

Tiro segnerà anche un segno duraturo nella nostra storia moderna con una presenza piuttosto notevole nell’Antico Testamento – Il re di Tiro Hiram 1° avendo incaricato i suoi artigiani di costruire il cosiddetto tempio di Salomone a Gerusalemme – o il più controverso Jesabel ma anche i Vangeli con uno dei viaggi di Gesù Cristo, e le Epistole, con San Paolo che vi fonda una delle prime Chiese fuori Terra Santa e vi avrà luogo un concilio anche nel 355 d.C.

La presenza cristiana rimane forte e marcata nella parte conosciuta come il centro storico con i suoi vicoli e dove oggi si trovano anche le chiese della regione. Comunità principalmente di pescatori, i loro strumenti di lavoro, fragili barche di legno, motorizzate dagli anni ’60, portano nomi come Marguerite, Josephine, Violette, Éliane…

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Il centro storico è infatti incorniciato dai 2 porti egiziano e sidone, unico sidone rimasto, che è oggi il principale strumento di lavoro di questa comunità, con uno straordinario attaccamento a questa terra e ai suoi sacrifici. Possiamo in particolare notare il ritratto di uno dei soldati caduti a Nahr Bared nel 2007 – il sergente martire Robert Elias el-Achi – sopra la facciata di un caffè locale – che appartiene alla sua famiglia – mentre noi, nelle altre regioni seppellire rapidamente i loro ricordi.

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Il ristorante Al Fanar si trova proprio all’estremità meridionale della città di Tiro, arretrato rispetto al Faro, in uno scenario magico e ai piedi di quello che era il porto egiziano di Tiro. Dispone di una spiaggia non di sabbia ma di piccoli sassi che permettono ai suoi clienti di accedere ad una specie di piscina scavata naturalmente nella roccia. L’acqua turchese è gradevole, la corrente mediterranea è sud-nord, il mare non è carico dei soliti rifiuti provenienti da altre regioni libanesi e le autorità israeliane, da parte loro, ne puliscono le coste. Una lezione per noi…

Questo ostello – originariamente una casa tradizionale libanese della famiglia Salha – è composto da 10 camere che si rivolgono principalmente a una clientela europea, un cambiamento rispetto alla solita invasione araba altrove. Il resto della clientela è locale, quella delle coppie libanesi che cercano la calma di una spiaggia cullata dal rumore delle onde e non quella della musica techno come altre a Jbeil… Il personale è simpatico nel senso che non sempre è presente a guardarti per prelevare denaro ma anzi, la loro discrezione li onora! Notate la presenza di un gatto con un campanello che non esiterà a rubarvi qualche testa di pesce accarezzandovi – e sorprendentemente – la punta dei vostri piedi.

Ci siamo quindi diretti verso la necropoli romana, delimitata da una strada regia comprendente un superbo arco di trionfo che fino a poco tempo fa appariva sulle banconote da 50 LL e l’ippodromo romano di cui restano solo pochi tratti. Queste rovine si trovano vicino a un campo palestinese.

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I piccoli piaceri

Prendere un caffè con i pescatori al porto, chiacchierare con gli ultimi artigiani che montano una barca, pranzare su una terrazza di fronte a un mare turchese PULITO.

Andate a vedere la spiaggia delle tartarughe, una delle ultime spiagge del Libano, le altre sono state cementate.

Alcuni link e informazioni aggiuntive:

Tiro è stato elencato come sito del patrimonio mondiale dal 1984. Possiamo trovare su il sito UNESCO molte informazioni a riguardo.

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