Una delle rapine più importanti al mondo avvenne a Beirut il 20 gennaio 1976 quando un gruppo decise di rapinare la filiale locale della British Bank of the Middle East situata in rue des Banques, vicino a Place de l’Etoile, sede del Parlamento e non lontano dal Grand Serail, sede degli uffici del Primo Ministro, nel distretto di Bab Idriss e ora HSBC Bank Middle East. Eravamo allora nel bel mezzo della guerra civile e la strada delle banche era stata risparmiata fino ad allora nonostante gli eventi.
Una polemica riguarda ancora le persone all’origine di questa rottura, alcune vedendo la mano del Mossad, altre del SAS britannico a causa di documenti ritenuti compromettenti che potrebbero essere nelle casse dell’establishment o addirittura di un gruppo. , fazione 17, legata all’Organizzazione per la Liberazione della Palestina e quindi a Yasser Arafat.
L’establishment è stato comunque funzionante nonostante gli eventi iniziati appena 9 mesi prima, con scontri tra milizie cristiane e palestinesi. La Green Line stava già prendendo una presa duratura nella mente delle persone, ma quando si trattava di soldi, era stata una cosa sacra fino a quel momento.

I rapinatori – 8 in numero, portatori ciascuno di un mitra tipo M16 – hanno poi sparato contro una delle pareti dello stabilimento di 5 piani con mortaio da 40 o 60 mm, provocando un grosso buco nella facciata. . Si trattava allora di aprire le casse della banca.
Allora con l’aiuto, si dice, di fabbri di origine corsa, avrebbero preso dai 20 ai 50 milioni di dollari sotto forma principalmente di lingotti d’oro ma anche di valuta estera e persino di gioielli, vale a dire oggi più di $ 100 milioni di valore scontato. Alcuni credono addirittura che questo valore sarebbe ancora più importante.
L’operazione durerà 4 ore senza che nessuno tenti di porvi fine, il che è comunque sorprendente vista l’entità del bottino.
Il bottino non verrà mai ritrovato, magari venduto sul mercato locale come per molti beni rubati all’epoca o addirittura venduti secondo altri alla Svizzera, altro paradiso fiscale, che a sua volta è rimasto in buona salute.
Fino ad ora, l’identità dei rapinatori così come l’esatta quantità del bottino o addirittura la sua destinazione rimangono un mistero…

