Tiro, una delle principali città della regione, è stata fondata nel 3 ° millennio a.C. Brillerà così tanto nella storia attraverso le sue stazioni commerciali e fonderà Cartagine, una città punica che competerà con Roma. Il suo re Hiram invierà i suoi architetti e muratori a costruire il tempio a Gerusalemme. Il suo posto storico è quindi assicurato.
In origine città doppia, da un lato costruita su un’isola e dall’altro continentale, Tiro si estese gradualmente verso terra grazie all’insabbiamento della diga costruita da Alessandro Magno quando fu presa nel 332 a.C. Tiro inoltre prende l’origine del suo nome, SR che significherebbe in fenicio, Roccia.
La scoperta di Tiro con il sito dice Al Mina.
Fondata nel 2750 a.C. secondo antiche cronache, è in questa città, appunto che è stato scoperto l’uso del Murex da cui si ricava il famoso colore Poupre, permettendo a questa località di costituirsi, in corrispondenza dell’arenaria dei suoi banconi commerciali che installerà come fino alla Gran Bretagna, un vero e proprio impero commerciale, forse il primo della storia.
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Una leggenda del resto fatta di una principessa di Tiro, Elyssa, che i romani chiameranno Didone, il fondatore di Cartagine, il più grande rivale dell’Impero Romano. Un’altra presenza non meno nota, Hiram I, re di Tiro, che invierà i suoi artigiani ei suoi architetti per aiutare Salomone a costruire il famoso tempio di Gerusalemme.
Questa storia, che può essere descritta solo come gloriosa, attirerà molti invasori che cercheranno di conquistare la città. Gli assedi, in particolare delle forze babilonesi dal 586 prima di Jc al 573 prima di Jc per costringerlo a pagare un tributo e delle forze greche di Alessandro Magno che raderanno al suolo la città nel 332 prima di Jc, segneranno la città. È anche con il conquistatore greco che Tiro, che in precedenza era un’isola, sarà attaccata alla terraferma, dall’insabbiamento della diga costruita per raggiungere la città.
Situato sulla parte di quella che allora era l’isola di Tiro, il sito archeologico di Al Mina, scavato come quello di Al Bass dal 1947, presenta un superbo vicolo con una serie di colonnati di marmo e mosaici, delimitato per lato da un residenziale zona e un centro ricreativo comprendente bagni pubblici di epoca romana e bizantina oltre a cisterne di probabile epoca fenicia. Poco più avanti, il centro commerciale della città. Vicino a questo sito si trovano le rovine della cattedrale in stile veneziano e il castello del XII secolo d.C., cioè dell’epoca delle Crociate.
Città affascinante, è anche necessario curiosare tra i vecchi quartieri costruiti su strati successivi di civiltà che hanno dato a questi luoghi, la fama che le permetterà di essere iscritta nel dicembre 1983, nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO, su richiesta ufficiale di il governo libanese dell’epoca e su raccomandazione dell’ICOMOS. Oggi, alcune case dai colori scintillanti e situate in riva al mare sono state trasformate dai loro proprietari in un hotel.
Al di fuori del perimetro storico dell’isola, i romani e poi i bizantini svilupparono la città con la presenza di una necropoli e di un ippodromo in prossimità della strada di accesso. A questa parte si aggiungerà il famoso Arco di Trionfo che si può vedere anche inciso sulle banconote da 250 lire libanesi.
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