Non molto distante da noi, tendiamo a dimenticare, la famosa e storica valle di Nahr el Kalb, sito oggi classificato dall’Unesco come “Memoria del Mondo” dal 2005 dopo averne conosciuto le varie vicissitudini, ultima delle quali la minaccia. dall’ampliamento dell’autostrada che collega Jounieh a Beirut e dalla costruzione di una nuova autostrada.

Si tratta di un promontorio strategico che separa le regioni libanesi di Kesrouan e Metn, scavato da un fiume che nasce nelle grotte di Jeita, e da dove sarebbero passati i diversi eserciti dall’Antichità fino ai giorni nostri. e quest’ultimo non ha esitato lasciare il segno del loro passaggio attraverso le famose stele commemorative, molte delle quali sono diventate illeggibili a causa dell’azione del tempo e delle intemperie. In particolare, sono presenti iscrizioni egizie di epoca faraonica, assira, babilonese, ittita, greca, romana, araba, francese, britannica e recentemente libanese.

Si tratta quindi di un vero museo a cielo aperto, dove bastavano pochi uomini per difendere l’accesso da un esercito più numeroso.

Inoltre all’interno della valle si trova una stele dell’imperatore romano Caracalla che concederà la nazionalità romana a tutti gli abitanti dell’Impero Romano.

Questa stele ricorda la costruzione di una strada in questi luoghi, chiamata strada romana dalla III Legione nel III secolo d.C.

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L’origine del nome di questa valle, Nahr el Kalb, tradotto in Fiume del Cane o dall’antichità Fiume di Lycus, fa riferimento ad un cane che ululava all’annuncio di nuovi invasori. Di questa storia rimane un piedistallo che portava la statua di questo cane, distrutto, secondo il Cavaliere d’Arvieux dai Turchi. Nel 1924, secondo alcune fonti, Maurice Chéhab trovò i resti di questa statua in mare. Da allora è scomparsa.

Altre leggende, più antiche, farebbero riferimento alla famosa sfinge del mito di Edipo che non esitò ad uccidere gli sfortunati viaggiatori che non rispondevano correttamente ai suoi enigmi.

Oltre a queste 22 stele, alcune delle quali invisibili come quelle del periodo babilonese, vi è il ponte arabo e il monumento ai Morti.

Costruito dal sultano Mamluk Saif el Din Barqouq, fondatore della dinastia circassa, è stato distrutto e ricostruito più volte. Il suo ultimo restauro risale all’emiro Shehab II nel 1809. Purtroppo oggi è “privatizzato” e funge da ingresso a un ristorante arabo. Secondo altre informazioni, il ponte mamelucco era succeduto a un ponte romano che collegava i 2 lati della strada, lungo le ripide scogliere di Nahr Kalb e le cui fondamenta possiamo forse indovinare oggi.

Altre stele sono di epoca più contemporanea e ricordano le pagine nere dell’epoca libanese, con in particolare le stragi di cristiani da parte dei drusi nel 1860, che portarono all’intervento francese. Si tratta della cosiddetta stele di Napoleone III che purtroppo ha cancellato una stele più antica costruita da Ramses II (1279 – 1213 aC) raffigurante un faraone che immola un prigioniero davanti al dio Ptah. L’intervento francese portò alla fondazione del Moutassarif del 1861, dove un rappresentante dell’Impero ottomano doveva essere un cristiano, il primo fu Daoud Bacha, alla guida di quello che sarebbe diventato il Libano moderno con l’aiuto di funzionari eletti locali.

L’esito della prima guerra mondiale porterà al periodo di mandato dopo l’applicazione degli accordi Sykes-Picot, intitolati rispettivamente ai ministri degli Esteri britannico e francese. Dalle rovine dell’Impero ottomano sconfitto nasceranno i confini dei moderni stati di Siria e Libano, da parte francese e di Palestina per gli inglesi, di cui oggi conosciamo il terribile destino. Libano e Siria saranno quindi governati da Generale Henry Joseph Eugène Gouraud dal 1919 al 1923 e che porterà il titolo ufficiale di Gran Commissario del governo francese nel Levante.

Da notare il monumento ai Morti dell’Esercito del Levante, originariamente situato presso l’Avenue des Français a Beirut, sarà presto trasferito dallo Stato libanese in questi luoghi.

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La storia continuerà con la stele della Forza di Spedizione britannica, australiana e indiana, accompagnata dalle Forze francesi libere, per commemorare la liberazione del Levante durante la campagna di giugno, luglio 1941 celebrando la loro vittoria sulle forze francesi da Vichy fino ad oggi, con l’installazione dell’ultima stele commemorativa del ritiro israeliano dal Libano meridionale nel 2000 insieme a quella della proclamazione dell’indipendenza del Libano nel 1943.

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